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Parole dalla pentola a pressione

Il peggio che può capitare ad un genio è di essere compreso

Silvia Ceccarelli

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Aspirante "DRAMER".
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May 09

cercasi carnefice

la sconfitta come sempre mi scarnifica le certezze, staccandole a piccoli brandelli. la sconfitta è l'unica fonte di quel calore che mi fa sentire parte di un cosmo in armonia. se vincessi non sarei io, non potrei riconoscermi in una vetrina scintillante di colori. il mio è un mondo in gradazioni di grigio. solo io so capirne le luci e le ombre.
 
o forse rimbalzata da rettangoli in gomma in una camera di sicurezza combatto contro la pazzia, vedendo ogni singolo istante ciò che non c'è. ciò che dovrebbe, ciò che è stato e ciò cha mai sarà. forse i colori esistono, e strizzando gli occhi mi acceco per riuscire a vederli. ma tutto rimane lapidario e sconsolante.
 
vorrei solo essere riconosciuta come perdente. non dico nulla perchè non ho nulla da dire. sono ottusa e superficiale. i pensieri mi chiudono come un elmo troppo stretto la testa nobile di cavaliere. sono pensieri banali e consolatori, pensieri già pensati. non c'è nulla di mio nella mia testa. mi sembra di impazzire. sento e sento ma solo paura. mi sento invase, depredata, violentata. mi sento plagiata, conquistata con una manciata di carezze. svenduta al miglior offerente. mi sento parte di un tutto che non perdona, che ti umilia facendoti complimenti, che ti da fuoco mentre cerca di estinguere il tuo fuoco. mi sembra di impazzire. cercare carcere.
 
March 03

nah

siete così (in)delicati. io ho voglia di coccole ma non mi va di farle. sarà che alle carezze verbali preferisco quelle carnali.
February 22

Enjoy the silence

non posso più farlo. perchè non merito di stare dove stò. dovrei stare lassù. il mio posto è quello, spodestare chiunque lo occupa abusivamente la mia missione. solo vita vomitata, sento. la paura ha bussato ma ha trovato chiuso, poi è venuta qui e mi ha beccato mentre uscivo per andare al lavoro. perchè tu sei lì e io no? perchè se entro in connessione ho questo squallore di fronte? perchè tu si? perchè non sono mai stata costante? perchè non ho deciso di iniziare e finire per una volta? perchè ti odio e odio tutti quelli che riescono a stare lì con leggerezza? non sono saggia, nè bella, nè forte. non sono originale. vomito e basta. vomito continuamente. parole, cibo, moccio , merda. quello che esce non è che la millesima parte del veleno che mi fagocita dall'interno. voglio essere cattiva, perchè mi resta solo la distruzione. soddisfatta mai, perchè tutto è stato bellissimo e impeccabile, ma c'è stato uno scambio di persone. io dovevo stare lì. sono malata di terrore. e tu no. in questo cazzo di paese di merda tutti i diversamente abili sono privilegiati. perchè io no cazzo. sono malata, malatissima, invalida. mi manca un pezzo di personalità. ed esigo delle agevolazioni rispetto a chi stà là sopra e poi magari si permette di dimnticarmi un minuto dopo avermi conosciuto. mi sono rotta il cazzo. mi sono rotta il cazzo. non sono qui, non sono lei, non sono me. mi faccio schifo. sto nell'ultima fila da quando sono nata. e ora basta. io voglio i complimenti, io voglio firmare autografi a chi non è riuscito in una vita intera a trovare un posto per sè.
February 20

Beyond

ti ho immaginata così. seduta alla scrivania di camera tua, vicina alla finestra. fuori piove. davanti a te una enorme scatola di caramelle. la guardi un pò sospettosa, come si ti chiedessi come ha fatto ad arrivare lì. ti dici che le caramelle ti fanno schifo. poi pensi a quante calorie ha una di quelle fottute pilloline incartate. fai rapidamente il conto di quello che hai mangiato fino ad ora. allunghi la mano, poi la ritrai. ti metti a fare qualcos'altro. a studiare forse, a giocare con la gatta o a spulciare facebook. distrattamente allunghi una mano la seconda volta. la scatola sembra venirti incontro. te ne accorgi, cambi stanza. spengi il cellulare. spengi il cuore. spengi la testa. anestetizzata. divano e tv. fai la doccia, ti asciughi i capelli con la solita cura. la frangetta perfetta come al solito. ti vesti velocemente, non lasci il tempo allo specchio di indugiare sul tuo seno inesistente. altre volte ti piazzi lì davanti e con maniacale cura ti esamini centimetro cubo dopo centimetro cubo. non riesci a tollerare la visione d'insieme. ti vesti bene, con apparente ingenuità e leggerezza. ogni dettaglio e possibile abbinamento e già stato studiato. ti siedi. con calma scegli una caramella dal mucchio, la guardi bene, sembra buona. Apri la bocca e poi con un'inaspettata ingordigia la ingoi ancora avvolta nella carta.

It's not me. But i could.

February 01

Tainted love

ci sono persone davvero eterne. poche per la verità. ne conosco una. sei tu. l'unica persona che ho iniziato a stimare al primo sguardo, e che continuo a stimare dopo 10 anni. senza interruzione. nonostante i venti ci portino spesso per la nostra immensa curiosità verso spiaggie diverse, curioso, gli stessi venti prevedono sempre qualche strano intreccio fra le nostre vite, così diverse e così uguali. e così quei migliaia di giorni di volo, ognuno nel suo stormo, ognuno concentrato nella ricerca della sua felicità corrono paralleli attraverso gli stessi colori e gli stessi suoni. ed è strano poi trovarci sottovento, raccontarceli e scoprirli sinistramente simili. i nostri racconti allo specchio suonano quasi falsi, campionati in un MIDI file. io tastiera tu chitarra. ma la canzone è la solita, cazzo. entrambi abbiamo scritto tracce diverse della stessa canzone, senza sapere l'uno dell'altro. è proprio bello rivederti. e trovare, nello specchio della tua felicità, una possibile via per la mia.
 
 
January 31

Come stai? Sono Stanco Vivo!!!

facciamo tutti più o meno le stesse cose. la differenza sta nella relazione. nel sentirsi parte di un tutto, di un ritmo vitale, di uno "uoh". in ciò che ci lega e che ci travolge nell'esperienza. in come viviamo il contatto. se col fiato sospeso, con assoluta indifferenza, con ansia, con voracità. come stai? bene. bene come? sei felice, euforico, tranquillo, in fibrillazione. male. male come? sei triste, impaurito, stanco, arrabbiato. la differenze è sempre nel come. com'è che la tua rabbia incontra la mia riservatezza. qui, ora. com'è che il tuo entusiasmo tocca la mia stanchezza. com'è che occupiamo questa bolla che si crea fra noi al primo sguardo, alla prima parola? come la deformiamo, continuando a parlare, a guardarci, a toccarci?
 
just cant' get enough
January 24

Marchi di fabbrica

cammino ormai da migliaia di giorni sulla linea. da sotto il cornicione sembra stretto stretto, ma quando ci sali sopra è largo. almeno un metro. ci si può camminare, con un pò di attenzione. faccio ancora fatica a guardare di sotto, però. vado dritta dritta con lo straccio a ripulire ogni fenditura di marmo, ogni bassorilievo, ogni ghirigoro barocco. ma non guardo mai al di là del bordo sbeccato. nessuno è disposto a salire quassù, a parte me. io non ci faccio più caso. assomiglio al mio bisnonno. dicono che da giovane si sedesse sui merli del campanile aspettando l'ora della messa. le gambe a penzoloni nel vuoto. quando le campane iniziavano a richiamare la gente dai campi per i vespri della sera, lui se ne stava lassù. con le gambe a penzoloni e il campanile che ondeggiava ad ogni rintocco. all'inizio non ci credevo. che il campanile si muovesse, intendo. ma poi me lo sono immaginato, nonno Giuseppe (Beppe) che rideva come un pazzo mentre lo stomaco gli faceva su e giù in cima al campanile. era vero. vero come quella scala di legno (non ne fanno più così) che da anni vedo lì appoggiata. è solida, lo so. è una di quelle vecchie scale di legno duro. la fece fare nonno Beppe, che era forse era pazzo. o forse no. è morto di vecchiaia. da lui mi aspettavo una fine più teatrale. che ne so, che cadesse da un albero mentre lo scendeva a testa in giù, come faceva abitualmente. o che cadesse dal tetto, visto che era sempre lassù a parlare con le nuvole con la scusa di pulire la grondaia. o che, salendo con la carrucola lungo il muro di casa vecchia la corda si fosse staccata facendogli provare per la prima e ultima volta l'ebbrezza del volo. immaginavo per lui la tragica fatalità. è morto di vecchiaia. un modo di dire che non ha alcun significato. perchè la vecchiaia non spiega come il tuo cuore abbia smesso improvvisamente di battere, ne come il tuo encefalogramma sia diventato di colpo piatto. ero molto piccola quando è successo. non ricordo nulla di te, se non i racconti di papà, che ti dipingono sempre come un novello sandokan. furbo, spericolato, agile, deciso. un eroe che non si è mai preoccupato di risultare simpatico. sei riuscito a litigare anche con il prete. non so perchè scrivo di te. o forse si. perchè anche soffrendo di vertigini, su questo cornicione ci sono salita. anche se non guardo ancora di sotto. anche se non capisco ancora cosa ci faccio qui. anche se ho paura. chissà se tu hai mai avuto paura. gli altri non ricordano di averti mai visto tremare di fronte a nulla. cerco ricordi. nonno, papà. cerco legami. cerco denti con radici profonde, perchè i denti da latte se ne sono andati da un bel pò ormai. ed anche se erano belli dritti e lucidi, preferisco di gran lunga questo incisivo tenace, spericolato, decisamente storto. perchè se ne sta lì per ricordarmi che sono tua nipote.
November 17

23.03

Non mi è mai piaciuta la fisica. Non ho mai sopportato il fatto che ci siano leggi universali a dettare il comportamento di ciascun atomo che compone l'universo. Questa mancanza di libero arbitrio mi manda in bestia. E la gocciolina che scivola sul parabrezza, inesorabilmente giù, impotente nel ribellarsi alla forza di gravità, è lì proprio per ricordarmi che per qualche spietata legge dell'universo anche oggi sono  in ritardo. "Torneremo liberi... ma liberi da cheeee?" canta, quasi condividenda la mia ribellione la radio. Che però se ne sta nel suo cassettino, rassicurata da tutti queli cavi rossi, gialli e bianchi. Conservatrice del cazzo! Quarta, quinta. Accendo il tergicristallo. Anche quello dietro. Sbrinatore. Cambio stazione radio. Fendinebbia. Destra 3. Destra 4. Stop a 300 mt. Ho detto STOP. 150 mt. 100mt. 50mt. STOP!!! Sono sicura, quel giorno dovevo essere assente. Devono averlo detto, una volta, che la materia è impenetrabile. Che due corpi non possono occupare lo stesso spazio nello stesso identico momento. Ma lo avevo voluto dimenticare, per qualche assurda, romantica ragione. Sono fatta così.
November 16

Ancora Lui

 

  “Io sono la mia via e tu la tua.

Io non sono in questo mondo per rispondere alle tue aspettative

E tu non sei in questo mondo per rispondere alle mie.

Tu sei tu e io sono io…

E se per caso ci incontriamo

Allora è splendido!

Altrimenti non ci possiamo fare niente!”

 

Fritz Perls

November 14

Clinamen

Corpora cum deorsum rectum per inane feruntur

I corpi, quando precipitano dritti nel vuoto

ponderibus propriis, incerto tempore ferme

per il loro peso, in tempo

incertisque locis spatio depellere paulum,

e in luoghi indeterminati, declinano un po’ dal percorso,

tantum quod momen mutatum dicere possis.

quanto basta per dire che il moto è cambiato.

 

Quod nisi declinare solerent, omnia deorsum,

Perché se non deviassero, cadrebbero

imbris uti guttae, caderent per inane profundum,

tutti giú in basso come gocce di pioggia nel vuoto profondo

nec foret offensus natus nec plaga creata

e non vi sarebbero mai stati scontri né urti

principiis: ita nil umquam natura creasset.

tra i principi; e cosí la natura non avrebbe mai creato nulla.

 

 

Sed ne mens ipsa  necessum

Ma che anche l’intelligenza debba

intestinum habeat cunctis in rebus agendis

seguire un’interna necessità, nel compiere tutti gli eventi,

et devicta quasi cogatur ferre patique,

e sopraffatta, sia costretta quasi a patire e subire,

id facit exiguum clinamen principiorum

di ciò è causa una piccola deviazione dei principi delle cose,

nec regione loci certa nec tempore certo.

in un luogo e in un tempo non determinati.

 

 

 

 

Lucrezio

De rerum natura, II, 216-224, 284-293

October 19

Briciole d'aspic

a volte penso che serva una certa dose di masochismo per mettersi sotto i ferri di questo chirurgo. perchè, vedi, se un cardiologo sbaglia l'operazione non hai tempo di accorgerti di vivere una vita menomata. muori e basta. qui no. qui ti fai sezionare consapevolmente, tagliuzzare, fanno l'autopsia sui vivi. e se il bisturi per sbaaglio colpisce un millimetro più sotto la ferita potrebbe non rimarginarsi più. un pezzo d'anima ti è stato strappato via per sempre. a volte mi chiedo per quale assurda ragione godo nel fallire e risultare non efficiente. non è più una questione di priorità. sapevo che la porta doveva stare chiusa assolutamente chiusa a qualsiasi costo. ma era aperta. e non l'avevo dimenticata, sapevo che era aperta. autosabotaggio. mi spaventa il fatto che ho bisogno di farmi male. l'ho lasciata aperta per sentire ancora le sberle e la delusione di papà. per sentirmi dire che non capisco una cazzo, imbecille, minorata mentale, cretina, handicappata. ma nessuno me l'ha detto stavolta. solo silenzio in queste stanze pulite con allarme e luci d'emergenza.
 
Là allora.
Sigmund Freud nel 1929 afferma:
"È sempre possibile riunire un numero anche rilevante di uomini che si amino l’un l’altro fin tanto che ne restino altri per le manifestazioni di aggressività". 
 
 
Qui ora. 
calore e freddezza. forza e debolezza. famiglia e global. amore e disamore. ricerca e timore, dolore e riserbo. intransigenza e voglia di trasgredire. tutto questo in una donna-bambina nascosta dentro una gonna a campana. forse un pò stretta e parecchio lunga, come se la forma della sua essenza non si fosse ancora adagiata nel suo essere.
 
L’anima persa tra quella folla
a ttiempo c’o core a ttiempo c’a tammorra
l’anima persa nella taranta
a ttiempo ch’e streghe a ttiempo ch’e brigante
Jammo jammo jammo jammo simmo cumpare de San Giuvanni
cu tre forme de sapone ci lu lavo lu fazzulettone
accuglie li cime accuglie li ponte ‘nnanze e arreto mare e monte
Per quella strada a sud del mondo
dove batte il tempo della taranta
ca te passa vicino e s’annasconde
ca te fa girare comm’a n’amant
Notte de luna notte de stelle
nunn’abballa rock abballa tarantella

October 17

It doesn't matter who you are

Sei un'arrogante del cazzo.
Ripetimelo.
SEI UN'ARROGANTE DEL CAZZO.
Si. Ancora ti prego... si. Voglio sentirmelo dire di nuovo e ancora.
Non mi ascolti. Mi giudichi. Vuoi sempre aver ragione te.
Si. Dillo ancora amore.
Vedi?? Anche adesso. Bastava che me ne parlassi prima, brutto schifoso!
Sono arrogante. Dall'apertura della "a" al morbido ruotare della lingua delle due "r", alla chiusura secca del tuo "te".
Arrogante schifoso egoista.
Come mi piace sentirmelo dire. Lo sono. Elegantemente mi perdo nell'estasi cinestesica di quest'arroganza di damasco. Liscia. Così liscia che scivola via senza lasciare traccia d'olio. Sono delicato e bohemien stasera. E tu così volgare e scarmigliata mi ricordi mia madre. Stupida borghese sempliciotta con la gonna impiastricciata. Non capisci che sei in trappola? Che della tua carne faccio quel che voglio? E lo faccio mentre mi guardo allo specchio, il viso con quell'espressione lasciva, la mano a difendere ciò che è mio. Arrogante hai detto?
Arrogante. Sei un'arrogante del cazzo.
Ripetimelo.
SEI... UN' ARROGANTE DEL CAZZO.
Si. Ancora ti prego. Non hai altro modo che questo di tenermi in vita.
October 10

Qualcosa (in bianco)

Il suo corpo tremava nella neve mentre Geo si costringeva a qualunque cosa pur di non addormentarsi. E restare lì per sempre. Con Lisa nell'unico abbraccio possibile. Inspiegabilmente sorrise. Tentò di aprire la bocca per dirglielo. Parlare in quel gelo non era così semplice. La gola sembrava aver inghittito milioni di spilli amari, e diffidente, non si lasciava convincere così facilmente a collaborare. Una folata di vento gelido gli consumò le parole ancora nella pancia. Sarebbe stato così semplice rinunciare, mentre il battito del cuore rallenta e il cervello pian piano si assopisce. Il calore abbandona prima le dita, poi tutti gli arti. Per un pò solo il cuore rimane caldo. Chissà come sarebbe stato sentirlo pulsare nel bel mezzo del nulla. Ma, già, forse a quel punto sarebbe stato troppo tardi per sentire alcunchè. Una mano troppo rigida, tentò quella che sembrava una presa. Geo si voltò. Urlò. Urlò così tanto da sciogliere la neve e farla scivolare giù, a valle. Urlò per giorni e notti intere tutta la sua rabbia. E con la mascella quasi paralizzata dal dolore, e con le braccia aperte in un abbraccio mai ricevuto, e con la gola ormai incapace di emettere alcun suono la guardò, morta, per quella che gli sembrò l'eternità.
October 07

I NEED

Voglia di verità.
August 05

Del tutto inutile

Tremito in petto e gola di velluto. Senza capire ho detto sì. Saliva. Gola asciutta d'ebano. Sale. Quando calore è brivido. Diaframma rigonfio e compresso nella morsa degli organi impazziti. Scappo da lui scappi da me. Fichè tutto questo rumore mi coglie e mi contrae il viso in una smorfia di rabbia e spranza. Presto delusa.

fuori postofuori ritmofuori giocofuori campo
fuori escofuori cerchio
fuori gruppo
fuori luogo fuori resto fuori
cornicefuori vistafuori quota
fuori potenzafuori tempofuori mossa
fuori onda
fuori moda
fuori corofuori possibilitàfuori commissionefuori orario
fuori statutofuori volontà
fuori limitefuori casta
fuori classefuori rischiofuori epidemia
murata dentro le mura
della sede arcivescovilefuori mura
fuori centro
fuori dal passato fuori lineafuori dal bar
fuori mafia fuori prigione
perbenismo affettatofuori deduzione
fuori gruppofuori schemafuori dinamica
fuori nevrosi fuori
July 22

E piangendo ti ringrazio, Fritz

 

  Friend, don't be a perfectionist.

Perfectionism is a curse and a strain.

For you tremble lest you miss the bulls-eye.

You are perfect if you let be.

Friend don't be afraid of mistakes.

Mistakes are not sins.

Mistakes are ways of doing something different, perhaps creatively new.

Friend don't be sorry for your mistakes. be glad for them.

You had the courage to give something of yourself.

It takes years to be centered; it takes more years to understand and be NOW

 

Fritz Perls (1893-1970)

 

 

June 30

La mia canzone

 
LA FAVOLA DEL PERDENTE DI SUCCESSO
 
si è mai visto un cattivo nel corpo di un buono? 
e un principe azzurro di un altro colore?
una beatrice bipolare
una nuova brigitte bardot
un nodo sciolto in soluzione zuccherina
una canzone senza verbi
una canzone senza suono
 
si è mai visto un bello dentro?
con tutti gli organi al posto giusto ed efficienti?
e un ricatto limpido
un romeo complessato e incapace di dichiararsi
un'ascia di gomma da masticare
un ritornello senza rima
un ritornello senza voce
 
sfuggo alle emozione emofiliache
all'ironia del degrado alimentare
sfuggo perchè sono un gentiluomo
sguscio via per non scivolare
 
June 15

Intervento tipicamente da blog (quanno ce vò ce vò)

Quando ho cominciato questa avventura, a gennaio, l'ho fatto da vera egoista. M serviva. Per lavoro. Ed oggi mi trovo qui... a sorridere teneramente ricordandovi... e con uno strano groppo alla gola nel pensare che vi rivedrò solo a settembre... e così da brava apprendista counselor inizio a fare la conta delle cose che voglio prendere per me:
- la cuscinata trigenerazionale di oggi pomeriggio che scattava sistematicamente ogni volta che la docente si girava per scrivere
- carlo alberto che fa il nano pisolo
- luigi e la mitica domanda numero 15 (pensi che il sesso porti più danni rispetto al piacere che procura?)
- la paura della paura
- alexandra, gambe magre e tette immense
- delfina e il quaderno dei lucidi senza fine
- sabina e l'allergia all'agenda
- tutti quelli che durante l'esercizio di rilassamento se la dormivano (avevano capito il succo del discorso)
- federica e gli insegnanti "scoppiati" che sono deportati in biblioteca
- karl e il CIOF, l'IPSIA, E L'ATAF
- nicola e la professoressa bbbona
 
o ragazzi siete proprio mitici... in questi tempi per me difficili, gli unici che avete ascoltato, partecipato, vi siete commossi, avete riso con me, e siete stati sollevati quando mi sono rassicurata. con voi mi sono esposta come non ho mai fatto nella vita. mai. e voi mi avete accolto. mai questa parola mi è sembrata più vera, più tridimensionale di un abbraccio. non mi ero accorta di volervi bene finchè non mi sono seduta a scrivere di voi. sono sicura che la nostra cristallina autenticità fara di noi degli ottimi mentori, perchè ce l'abbiamo scritto dentro da quando siamo nati.
May 31

Come stai?

Così.
Come vuoi che stia?
Mi sento invecchiata. Solcata, se non dalle rughe almeno da questi anni di laboratorio esistenziale.
E delusa dalla assoluta mancanza di sensibilità delle persono che mi stanno intorno.
E frustrata, terrificata dal pensiero di non trovare una mimesi adeguata per ciò che provo.
Solcata, delusa, frustrata, terrificata.
Sto così.
Acqua solvente, velluto luccicante, cuoio duro e roccia ruvida.
Sto così.
Dopo la sferzata dello scudiscio, ogni piaga si gela sepolta da calcare di lacrima.
Sto così.
May 01

E=mc2

è tutta questa smania di dare un'ordine al cosmo... la politica, l'enneagramma, la filosofia.... tutti pezzi che non vanno mai al loro posto. e la materia si frantuma sfuggente. finchè forzatamente costringi l'asse terrestre a raddrizzarsi, inclinando leggermente la testa di lato. così tutto torna.
 
Dov'è il nord?
Il nord è più su
E' in Germania?
No, ancora più su
In Islanda?
Devi salire ancora
Al polo!
Ecco, al polo nord. Lì c'è il nord.
E che c'è a nord del polo nord?
Non dire sciocchezze, non c'è nulla a nord del polo nord.
April 11

MASCIARE

Ratta ossa hiscia...

Sempirava meduse oro vite patule
Patavira tumide sento bigia pude me

Costarizi pubera eroso mi da furoso
Fantomigi pebico pestimi virabuse

Patavira tumide di patule
Sento bigia pudeme patule
fantomigi pebico di patule

Pestimi virabuse patule

Cum gemiri sudido suscimi rapitime
mammosciori fevido brado ferve perdite

Oropestile oropestile saturae
Salus di te salus di te

Patavira tumide di patule
Sento bigia pudeme patule
fantomigi pebico di patule
Pestimi virabuse patule

(Faraualla)

cattiveria concentrata

miseria sbriciolata sul menù. tanto per gradire. di antipasto indifferenza affogata in salsa agrodolce di buonismo. ditelo che siete cattivi come me. ditelo e mangerete tranquilli. un cameriere juventino pronto a soddisfare ogni perversione culinaria. ma ve ne state zitti a ingozzarvi della vostra stessa merda, che fritta, lessata o tostata sempre merda è. che bello guardarvi. il vetro appannato moltiplica i vostri volti in minuscole goccioline e fa dei vostri sorrisi sorrisi di mostro. sai di mostro e non lo sai. puzzi di mostro e usi Calvin Klein. il vetro mi salva dall'aroma di bagnoschiuma che emanate. respiro ancora una volta. la faccia vicinissima al vetro. i vostri contorni si dissolvono e si sciolgono in corpi di mostro. che bello osservarvi mentre vi smerdate lo stomaco sorridendo amabilmente.... non vi attaccate al vassoio della cattiveria, piano, ce n'è per tutti, e lasciatemene un pò! egoisti! se non fosse per me stareste ancora lì a degustare stronzi! quella che ora chiamate guru non è altro che un'artista della verità, può permettersi di esserlo. è brutale con se stessa come con gli altri.
March 17

Qualcosa (in blu e nero)

dove
danno
dive
d'artagnan
dava
devo
 
diventati
dovrò
dovuti
 
diventati
dovrei
da
decidere
March 06

Vis Roboris

Alla vista si presenta di un bel colore marrone-salute. Troppo tondeggiante per essere morto, nella sua rotondità sana già intravedi l'energia che va millantando. Surrogato di vita, dall'aria professionale, dal comodino ti guarda con malcelato disprezzo. Dall'alto del suo tappino bianco rigato con collare ultima moda. Che presto rompo senza indugio per nutrirmi di ciò che mi promette. Avidamente, leccando la boccetta e poi riempendola d'acqua per non perdere neanche un goccio del prezioso elisir. No non si tratta di un farmaco. Tutt'al più trattasi di doping. Ma leggero eh? Glutammina. C'è da dire che se lo prendi la sera fai compagnia a Marzullo ma... roba leggera. Vitamine signora, vada tranquilla. Vitamine e sali minerali. Glicerilfosforilcolina, Fosfoserina, Astaxantina con Ribosio. Vitamine signora. Vitamine e sali minerali. Un piccolo aiutino per un cervello che non ce la fa.
February 25

Look right through me

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world